FreeInvoice - Guida al regime forfettario 2026

Cos’è il Sistema di Interscambio (SDI)

Il Sistema di Interscambio (SDI) è la piattaforma informatica dell’Agenzia delle Entrate che gestisce l’intero flusso della fatturazione elettronica in Italia. Ogni fattura elettronica emessa tra soggetti passivi IVA — e verso la Pubblica Amministrazione — transita obbligatoriamente attraverso il SDI prima di raggiungere il destinatario finale.

Il SDI è stato istituito con il D.Lgs. 127/2015 e ha assunto il ruolo centrale nella fatturazione italiana con l’obbligo generalizzato del gennaio 2019 (Legge di Bilancio 2018, L. 205/2017). Dal 1° gennaio 2024 include anche i forfettari senza soglia. Dal 1° luglio 2022 sostituisce anche l’esterometro per le operazioni transfrontaliere.

In pratica il SDI svolge quattro funzioni fondamentali:

  • Riceve le fatture elettroniche: in formato XML dai canali accreditati (portale AdE, PEC, servizi web, SFTP, software gestionali intermediari).
  • Effettua controlli automatici: verifica la struttura del file, la coerenza dei campi obbligatori, la conformità alle Specifiche tecniche vigenti.
  • Smista al destinatario corretto: identifica il canale telematico del cliente e recapita la fattura al suo gestionale, PEC o cassetto fiscale.
  • Notifica gli esiti al cedente: conferma di consegna, mancata consegna, o notifica di scarto in caso di errori.

Cos’è il Codice Destinatario (o Codice SDI)

Il codice destinatario — spesso chiamato anche codice SDI o codice univoco — è una stringa alfanumerica di 7 caratteri che identifica il canale telematico attraverso cui un soggetto (azienda o professionista) riceve le fatture elettroniche. È l’equivalente digitale di un indirizzo postale: dice al SDI dove recapitare la fattura.

Il codice destinatario non è pubblico e non è ricercabile in registri istituzionali come le visure camerali: viene comunicato dal cliente stesso o rilevato tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’AdE. È importante non confonderlo con il codice fiscale, la partita IVA o la PEC — sono cose diverse con funzioni diverse.

Chi assegna il codice destinatario

Contrariamente a quanto si pensa, l’Agenzia delle Entrate non assegna direttamente un codice destinatario a ogni azienda. Il codice viene rilasciato dai provider accreditati — software house, intermediari, gestionali di fatturazione elettronica che si sono registrati presso il SDI come canali di ricezione autorizzati.

Quando ti abboni a un software di fatturazione elettronica (come FreeInvoice), il provider ti comunica il codice destinatario associato alla sua piattaforma. Tutti i clienti dello stesso provider condividono lo stesso codice destinatario — ma questo non è un rischio per la sicurezza: il SDI usa la partita IVA per canalizzare la fattura al destinatario corretto all’interno della piattaforma condivisa.

Struttura del codice: 7 caratteri alfanumerici

Il codice è sempre a 7 caratteri (per la PA sono 6, come vedremo), può contenere sia lettere sia numeri e non distingue tra maiuscole e minuscole. Ma attenzione: non inserire mai spazi, trattini o caratteri speciali — il file verrebbe scartato.

Come funziona il flusso di una fattura attraverso il SDI

Il percorso completo di una fattura elettronica dal momento dell’emissione fino al recapito è così strutturato:

  • 1

    Trasmissione dal cedente

    Il cedente (chi emette) invia la fattura in formato XML al SDI tramite un canale accreditato: portale AdE, PEC, servizio web (WS), SFTP, o direttamente il software gestionale.

  • 2

    Controlli automatici SDI

    Il SDI verifica la struttura del file XML, la coerenza dei campi obbligatori e la conformità alle Specifiche tecniche vigenti. Se ci sono errori, invia una notifica di scarto entro 5 giorni.

  • 3

    Ricerca del destinatario

    Il SDI identifica il destinatario in base a: (1) indirizzo telematico registrato dal cliente nel portale Fatture e Corrispettivi, (2) codice destinatario indicato in fattura, (3) PEC indicata in fattura. Priorità in quest’ordine.

  • 4

    Recapito o mancata consegna

    Se il canale è disponibile, la fattura viene recapitata al gestionale del destinatario. In caso di canali non attivi o codice errato, la fattura è comunque a disposizione nel cassetto fiscale del cliente e il cedente riceve notifica di “mancata consegna”.

  • 5

    Notifica esiti al cedente

    Il SDI invia al cedente tutte le notifiche relative all’esito: accettazione, scarto, ricevuta di consegna, mancata consegna. Vanno conservate insieme al file XML per 10 anni.

Un dettaglio importante: quando il SDI cerca il canale del destinatario, segue un ordine di priorità ben preciso. Prima verifica se il cliente ha registrato un indirizzo telematico permanente nel portale Fatture e Corrispettivi. Se sì, quel canale ha priorità assoluta — anche se il cedente ha indicato un codice destinatario diverso in fattura. Solo se il cliente non ha registrato nulla, il SDI usa il codice indicato dal cedente. Come ultima opzione, la PEC.

Cosa inserire come codice destinatario: la guida per tipo di cliente

Il codice da inserire in fattura varia in base alla tipologia del cliente. È il punto in cui si commettono più errori — vediamo la tabella completa:

Tipo di cliente Cosa inserire Come funziona
P.IVA italiana con codice SDI Codice destinatario a 7 caratteri Il cliente ti comunica il suo codice — la fattura arriva direttamente nel suo gestionale
P.IVA italiana solo con PEC 0000000 (7 zeri) + PEC Nel campo PEC inserisci l’indirizzo di posta certificata del cliente
P.IVA italiana senza canali 0000000 (7 zeri) La fattura viene messa a disposizione nel cassetto fiscale del cliente
Privato cittadino italiano (B2C) 0000000 (7 zeri) Il privato la trova nella propria area riservata AdE — invia comunque un PDF di cortesia
Cliente estero UE / extra UE XXXXXXX (7 X) La fattura resta tracciata nel SDI ma non è recapitabile — invia sempre copia PDF al cliente
Pubblica Amministrazione CUU a 6 caratteri (da IPA) Codice Univoco Ufficio da consultare su Indice PA (indicepa.gov.it)

Cliente B2B con codice destinatario: la situazione ideale

Quando il cliente è un’azienda o un professionista italiano dotato di codice destinatario, la situazione è semplice: il cliente ti comunica il suo codice a 7 caratteri e tu lo inserisci nell’apposito campo XML. La fattura arriva direttamente nel gestionale del cliente, viene elaborata automaticamente ed è pronta per la registrazione contabile.

Se il cliente ha registrato un indirizzo telematico permanente nel portale Fatture e Corrispettivi, il codice indicato in fattura ha comunque un valore di ‘preferenza’, ma il SDI userà l’indirizzo registrato. Questo è particolarmente utile quando un’azienda cambia software: registrando l’indirizzo, si evita che fatture emesse dai fornitori con il vecchio codice finiscano nel canale sbagliato.

Cliente privato (B2C): 0000000 + PDF di cortesia

Verso un privato cittadino (soggetto senza partita IVA) si inserisce sempre 0000000 — sette zeri. La fattura viene comunque trasmessa al SDI, controllata e messa a disposizione del privato nell’area riservata del portale AdE. Il privato può accedervi con SPID, CIE o CNS.

Poiché la maggior parte dei privati non accede regolarmente al portale AdE, la normativa impone al cedente di consegnare al cliente una copia analogica o informatica della fattura (il cosiddetto ‘PDF di cortesia’) e di comunicargli che il documento è disponibile nella sua area riservata AdE.

Cliente estero (UE ed extra-UE): XXXXXXX + PDF obbligatorio

Per i clienti residenti all’estero (7 X maiuscole). Il SDI accetta la fattura, la trasmette per finalità di tracciabilità (ha sostituito l’esterometro dal 1° luglio 2022) ma non la recapita al cliente: l’infrastruttura si ferma ai confini italiani.

Per questo motivo, quando fatturi a un cliente estero è indispensabile inviargli anche una copia PDF della fattura via email o attraverso i canali abituali. Senza questo passaggio, il cliente non riceverà mai il documento.


Pubblica Amministrazione: il CUU a 6 caratteri

Per la Pubblica Amministrazione non si usa il codice destinatario a 7 caratteri ma il Codice Univoco Ufficio (CUU) — 6 caratteri alfanumerici che identificano l’ufficio pubblico destinatario. La normativa di riferimento è il DM 55/2013, che disciplina il formato FatturaPA. Il CUU si trova sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) al sito indicepa.gov.it — inserendo il nome dell’ente si ottiene il codice del suo ufficio di fatturazione.

Attenzione: la fatturazione verso PA ha requisiti aggiuntivi — controllare sempre eventuali campi obbligatori richiesti dall’ente (es. CIG, CUP, riferimento a ordini elettronici). L’assenza del CUU corretto o dei riferimenti obbligatori causa lo scarto della fattura.

Scarto SDI vs Mancata consegna: sono due cose diverse

Questo è uno dei punti in cui si commettono più errori di gestione. Scarto e mancata consegna sono due situazioni completamente diverse — e vanno gestite in modo opposto:

❌  Scarto SDI ⚠️  Mancata consegna

Problema di validazione

La fattura non ha superato i controlli automatici SDI: formato XML errato, dati mancanti, incongruenze. La fattura è considerata NON EMESSA fiscalmente. Devi correggere e reinviare — pena sanzioni per omessa fatturazione.

Problema di recapito

La fattura ha superato i controlli e ha valore fiscale, ma il SDI non è riuscito a consegnarla al canale del cliente (codice errato, PEC piena, canale disattivato). La fattura è comunque disponibile nel cassetto fiscale del cliente. Non serve reinviare — avvisa il cliente.

Le novità 2026: Specifiche tecniche v1.9.1 dal 15 maggio 2026

Il 31 marzo 2026 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le Specifiche tecniche versione 1.9.1 della fattura elettronica, in vigore obbligatoria dal 15 maggio 2026. Dalla data di attivazione, il SDI applica automaticamente il nuovo tracciato: le fatture trasmesse con la versione precedente vengono scartate. Le novità principali sono quattro:

1. Nuovo controllo SDI sul Gruppo IVA (nuovo codice errore 00327)

Nelle fatture verso soggetti appartenenti a un Gruppo IVA, il campo partita IVA del cessionario può non essere valorizzato (viene indicata solo la P.IVA del Gruppo). In questi casi il SDI ora verifica che il codice fiscale indicato in fattura corrisponda a uno dei partecipanti effettivi del Gruppo, non al Gruppo nel suo insieme. Se il controllo fallisce, scatta lo scarto con il nuovo codice errore 00327.

Il riferimento normativo è l’art. 3, c. 2 del DM 6 aprile 2018. In pratica: chi fattura verso Gruppi IVA deve mappare correttamente le anagrafiche prima del 15 maggio 2026, altrimenti rischia scarti a catena su tutte le forniture ricorrenti.

2. Nuovo codice ESENZSPORT per i compensi sportivi dilettantistici

Nel blocco XML AltriDatiGestionali è stata introdotta la stringa ESENZSPORT da valorizzare nel campo TipoDato. Serve a segnalare i compensi che beneficiano del regime di non imponibilità previsto dall’art. 36, c. 6 del D.Lgs. 36/2021 (riforma dello sport) — fino a 15.000 euro annui cumulati per i lavoratori sportivi dilettantistici.

La valorizzazione è facoltativa (la fattura è valida anche senza), ma costituisce uno strumento di tracciabilità utile per la documentazione fiscale delle ASD/SSD e dei loro collaboratori.

3. Aumento del numero massimo di codici destinatario per intermediari

Il numero massimo di codici destinatario che un intermediario può gestire è stato aumentato a 300. È una modifica utile per le software house e le aziende multi-sede che possono ora riorganizzare i flussi di ricezione fattura per filiale, reparto o unità operativa — con canali distinti per una gestione più granulare.

4. Nuove procedure di accreditamento canali WS e SFTP

Sono state aggiornate le procedure di accreditamento per i canali di trasmissione diretta (Web Service e SFTP), utilizzati principalmente da software house, intermediari e aziende strutturate con connessione integrata al SDI. I canali già accreditati non vengono disattivati automaticamente, ma gli operatori devono verificare la conformità.

Gli errori più comuni con il codice destinatario e come evitarli

Ecco i sei errori più frequenti che portano a scarti o mancate consegne — e come evitarli:

  • Codice destinatario con spazi o caratteri speciali: il SDI scarta immediatamente. Inserisci sempre 7 caratteri puliti, senza trattini, punti o spazi.
  • Codice del vecchio provider dopo cambio software: se il cliente ha cambiato gestionale ma il suo cassetto fiscale ha ancora il vecchio codice registrato, la fattura finisce nel canale sbagliato. Chiedi sempre al cliente il codice aggiornato prima di emettere.
  • Uso del codice B2B verso la PA: verso la Pubblica Amministrazione va usato il CUU a 6 caratteri, non un codice destinatario a 7. La fattura viene scartata.
  • XXXXXXX senza compilare la PEC per clienti esteri: per gli esteri XXXXXXX va sempre accompagnato dall’invio di una copia PDF via email — la fattura SDI si ferma in Italia.
  • Sette zeri per clienti B2B con codice attivo: tecnicamente non è un errore (la fattura arriva comunque nel cassetto fiscale del cliente), ma il cliente dovrà scaricarla manualmente dal portale AdE anziché riceverla nel suo gestionale. Genera lavoro extra e insoddisfazione.
  • Confusione con dati anagrafici per Gruppi IVA: con le nuove specifiche v1.9.1 (dal 15 maggio 2026), il codice fiscale del cessionario deve essere quello del singolo partecipante al Gruppo, non del Gruppo stesso. Pena scarto con codice errore 00327.

Come ricevere le fatture: registrazione dell’indirizzo telematico

Ogni titolare di partita IVA che vuole ricevere le fatture in un canale specifico deve comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. La procedura si chiama registrazione dell’indirizzo telematico e si effettua tramite il portale Fatture e Corrispettivi:

  • Accesso: al portale Fatture e Corrispettivi con SPID, CIE o CNS.

  • Sezione dedicata: nella sezione ‘Fatturazione elettronica e altri dati IVA’ selezionare ‘Registrazione dell’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche’.

  • Inserimento del canale: inserire il proprio codice destinatario (fornito dal proprio provider di fatturazione, come FreeInvoice) oppure la propria PEC come canale preferenziale.

Il vantaggio della registrazione è determinante: una volta registrato l’indirizzo, il SDI usa quello canale per tutte le fatture in ingresso — indipendentemente da cosa indica in fattura il fornitore. Anche se un fornitore continua a usare il vecchio codice destinatario o inserisce erroneamente 0000000, la fattura arriverà comunque nel canale registrato.

Conservazione delle fatture e delle notifiche SDI

Le fatture elettroniche devono essere conservate a norma per 10 anni dalla data di emissione (art. 22 DPR 600/1973 e art. 8 D.Lgs. 82/2005). La conservazione a norma è un processo tecnicamente disciplinato che garantisce integrità, autenticità e leggibilità del documento nel tempo — non basta salvare il PDF sul PC.

Insieme al file XML della fattura, vanno conservate anche tutte le notifiche SDI: ricevuta di consegna, notifica di scarto, notifica di mancata consegna. Sono la prova formale del percorso della fattura e possono essere richieste in caso di verifica fiscale.

Esistono due modalità principali di conservazione:

  • Servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate: tutte le fatture transitate dal SDI sono automaticamente archiviate nel cassetto fiscale e conservate per 10 anni. Va attivata l’adesione al servizio di conservazione nel portale Fatture e Corrispettivi.
  • Conservazione automatica via software: la maggior parte dei software di fatturazione include la conservazione a norma nei piani.

Con FreeInvoice, il codice destinatario e il SDI sono già gestiti

Uno dei motivi per cui vale la pena scegliere un software di fatturazione elettronica professionale invece del portale gratuito dell’AdE è proprio la gestione automatica di tutto quello che riguarda il SDI e il codice destinatario. Con FreeInvoice.

  • Hai automaticamente un codice destinatario: al momento della registrazione ricevi il codice della piattaforma FreeInvoice da comunicare ai tuoi fornitori per ricevere le fatture.
  • Trasmissione al SDI integrata: FreeInvoice è un canale accreditato al SDI. Le fatture vengono trasmesse in un click, senza dover accedere al portale AdE.
  • Compilazione XML corretta: il software costruisce automaticamente il file XML conforme alle Specifiche tecniche in vigore (aggiornato alla v1.9.1 dal 15 maggio 2026).

  • Gestione notifiche SDI

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Conclusione: il codice destinatario è semplice, se hai gli strumenti giusti

Il codice destinatario e il Sistema di Interscambio sembrano concetti tecnici complessi, ma nella pratica quotidiana sono gestiti automaticamente dai software di fatturazione. Le regole di base sono poche e chiare: 7 caratteri alfanumerici, un codice diverso per ogni tipo di cliente, e la conoscenza della differenza tra scarto e mancata consegna. Chi conosce queste regole evita il 90% degli errori operativi.

Le novità 2026 delle Specifiche tecniche v1.9.1 (in vigore dal 15 maggio) introducono controlli più stringenti soprattutto per chi lavora con Gruppi IVA e settore sportivo dilettantistico. Per la maggior parte dei forfettari e delle piccole imprese, invece, cambia poco — a patto di usare un software aggiornato. FreeInvoice è sempre allineato alle specifiche tecniche in vigore, senza bisogno di intervento da parte dell’utente.

Domande frequenti sul Codice Destinatario e SDI

Nessuna. Sono due nomi diversi per la stessa cosa: la stringa alfanumerica di 7 caratteri usata dal Sistema di Interscambio per recapitare le fatture elettroniche al canale del destinatario. “Codice SDI” è il termine più informale, “codice destinatario” quello tecnico usato dall’Agenzia delle Entrate.

Dipende dal tipo di errore. Se il codice è formalmente errato (contiene spazi, caratteri speciali, meno o più di 7 caratteri), la fattura viene scartata dal SDI e devi correggerla. Se invece è formalmente corretto ma non corrisponde al canale reale del cliente, la fattura ha comunque valore fiscale ma finisce in mancata consegna: rimane a disposizione nel cassetto fiscale del cliente. In entrambi i casi, il cedente riceve una notifica SDI.

No, non è obbligatorio — la PEC è un canale alternativo valido per ricevere le fatture. Tuttavia, il codice destinatario ha un vantaggio decisivo: le fatture ricevute vengono elaborate automaticamente dal gestionale, senza doverle importare manualmente dalla PEC. Per chi riceve un volume anche modesto di fatture, avere un codice destinatario è la scelta più efficiente.

Il modo più semplice è chiederlo direttamente al cliente — di solito lo trova nel suo software di fatturazione o glielo comunica il commercialista. In alternativa, puoi verificarlo nel portale Fatture e Corrispettivi dell’AdE simulando l’emissione di una fattura con la P.IVA del cliente: se il cliente ha registrato un indirizzo telematico, viene mostrato in autocompilazione. Esistono anche strumenti online gratuiti di ricerca su dati pubblici.

Le principali novità sono quattro: (1) nuovo controllo SDI sui Gruppi IVA — il codice fiscale del cessionario deve essere quello del singolo partecipante, non del Gruppo (pena scarto con codice 00327); (2) nuovo codice ESENZSPORT per i compensi sportivi dilettantistici; (3) aumento a 300 dei codici destinatario per intermediari; (4) nuove procedure di accreditamento canali WS e SFTP. Per chi usa un software cloud aggiornato, il cambio è trasparente.

No. FreeInvoice fornisce automaticamente il proprio codice destinatario al momento della registrazione dell’account. Puoi comunicarlo ai tuoi fornitori per ricevere le fatture direttamente nel software. Per le fatture in uscita, quando emetti una fattura a un cliente, inserisci nel campo apposito il codice del cliente (o 0000000 / XXXXXXX / CUU a seconda del tipo di cliente) — il resto è gestito automaticamente.